BalzaniDopo le cartelle pazze riguardanti vecchie multe per eccesso di velocità, prese in prossimità di autovelox o sistemi elettronici di rilevazione, ecco che il Comune di Milano ci ricasca. Ora ad essere “incriminata” è la tassa per i rifiuti, la famosa e forse poco amata Tarsu, e le cartelle che ne pretendono il pagamento a cittadini che nel periodo contestato non erano affatto affittuari o proprietari dell’utenza sotto la lente dell’Ufficio tributi di Palazzo Marino.

Una situazione naturalmente poco felice per gli utenti e dai tratti paradossali, aggravata dalla mancanza di comunicazione che il cittadino lamenta con gli sportelli pubblici competenti. “In realtà nemmeno noi riusciamo a scalfire una sorta di ‘muro di gomma’ che ci impedisce di dialogare con l’amministrazione pubblica, spiegare l’abbaglio preso e forse individuare una soluzione per uscirne” commenta con disappunto Gianmario Mocera, Presidente di Federconsumatori Milano, promotore di una serie di comunicazioni verso l’Ufficio tributi di Palazzo Marino che però non hanno mai ottenuto una risposta.

“Alla nostra missiva dello scorso 26 novembre 2015 – spiega Mocera – inviata oltreché al sindaco Pisapia, all’Assessore al Bilancio, Patrimonio e Tributi, Francesca Balzani, in cui raccontavamo degli spiacevoli inconvenienti in cui alcuni cittadini milanesi erano incorsi, probabilmente per il modo di accertamento in materia di tassa rifiuti, e, nello specifico da parte dell’Ufficio Recupero Evasione (ATI), nessuna risposta e/o chiarimento da quella data ci è mai pervenuta”.

Federconsumatori Milano ricorda che è da sempre contro l’evasione e contro il proliferare di potenziali “furbi”, ma rimane ostinatamente dalla parte dei cittadini e dei consumatori contro ogni sopruso e azione vessatoria.

“Nei fatti contestati in questo caso – prosegue il Presidente Mocera – ad un cittadino erano stati notificati ‘Avvisi di accertamento ed irrogazione contestuale delle sanzioni’ riferite ad omesse denuncie per gli anni 2010/2011/2012, per locali che però non aveva mai abitato nel periodo contestato. Peccato che il cittadino stesso risieda negli stessi locali, con regolare contratto di affitto registrato in data 15 febbraio 2013, solo dal mese di marzo 2013. In più ha fatto denuncia di nuova occupazione per due persone in data 27/09/2013, ma per gli anni 2013 e 2014 allo stesso utente veniva invece attribuito il corrispettivo di tassa dei rifiuti per un nucleo familiare di tre persone”. “Davvero una situazione spiacevole” commenta Mocera.

La Federconsumatori Milano con lettera del 10 dicembre 2014 chiedeva di attribuire il numero corretto degli occupanti dell’immobile, ma nessuna risposta è giunta. Nel merito la situazione si è normalizzata nel 2015 con l’attribuzione di due componenti come occupanti dell’immobile.

“Il cittadino in questione – ripete Mocera – ha pagato regolarmente la tassa dei rifiuti per gli anni 2013/2014/2015 e la relativa parte della TASI spettante all’inquilino. Viceversa, sul fronte dell’errato periodo contestato, onde evitare un’onerosa attività di accertamento dell’Amministrazione e il conseguente dispendio di tempo e soldi da parte del cittadino – prosegue il Presidente di Federconsumatori Milano – forse sarebbe bastato che l’Ufficio Recupero Evasione avesse fatto uno storico del certificato di residenza del cittadino ed il relativo stato di famiglia riferiti agli anni 2010/2011/2012, dati in possesso dell’Amministrazione Comunale e facilmente reperibili”.

“La nostra Associazione – termina Mocera – partendo da un caso esemplare, ma non unico, chiede, se non sia il caso di istituire uno strumento di analisi e accertamento meno oneroso per i cittadini, strumento che sia un momento di confronto, di raffreddamento e di composizione conciliativa delle eventuali controversie. In tal caso, Associazioni dei Consumatori ed Utenti potranno dare un fattivo contributo per la semplificazione delle vicende di molti cittadini milanesi. Sempre che l’amministrazione milanese risponda alle lettere”.