Refulling car tank on puming station

“Le quotazioni del petrolio scendono vistosamente, i prezzi dei carburanti no. Sei centesimi di troppo che comportano ricadute di +131 euro annui”. E’ la denuncia di Federconsumatori e Adusbef dopo che il prezzo del greggio e’ crollato a 31 dollari al barile e ai minimi del 2009 e la benzina costava 1,13 Euro al litro. Le due associazioni sottolineano che con la perdita di forza del cambio euro-dollaro, l’aumento delle accise sui carburanti (nel 2009 si attestavano a 56,4 centesimi al litro, oggi a 72,8 centesimi), nonche’ l’incremento dell’Iva fanno salire la benzina di 6 centesimi oltre il livello a cui si dovrebbe attestare.

“Concretamente tale maggiorazione si traduce in un pesante aggravio sulle tasche dei cittadini, pari a ben +72 euro annui in termini diretti, ossia per i pieni di carburante, e a +59 euro annui in termini indiretti, a causa all’impatto del costo dei carburanti sui prezzi dei beni di prima necessita’ che, nel nostro Paese, sono distribuiti per l’86% su gomma”, spiegano i consumatori, portando il totale a +131 euro annui.   

“Ormai divenuto insopportabile il monte tasse sulla benzina, che sta arrivando al 70% del prezzo totale del carburante”, dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef. “Un andamento del tutto inaccettabile, che richiede un intervento immediato del Governo affinche’ le accise siano ritoccate al ribasso”.

“Il calo dei prezzi del greggio di questi ultimi giorni, tornati sui valori del febbraio 2004, e’ stato interamente recepito dai prezzi italiani dei carburanti al netto delle tasse, diminuiti nell’ultima settimana mediamente di altri 2,5-3,5 centesimi euro/litro, che si vanno ad aggiungere al calo di 17-20 centesimi registrati nell’intero 2015, contrariamente a quanto affermano le associazioni dei consumatori che continuano a sostenere la tesi della “doppia velocita’”. Risponde l’unione petrolifera in una nota, spiegando “che rispetto al febbraio 2004, i prezzi al consumo di oggi, per quanto riguarda la benzina, sono tuttavia piu’ alti di circa 35 centesimi euro/litro in larga parte per l’aumento della fiscalita’ intervenuto nel frattempo e solo marginalmente per l’indebolimento dell’euro nei confronti del dollaro e delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati”.