BancaEtruriaAdusbef e Federconsumatori dopo aver denunciato Bankitalia alla magistratura chiedono di accertare le responsabilita’ di via Nazionale nella vicenda della Banca Popolare dell’Etruria.

Le due associazioni dei consumatori sottolineano in particolare un passaggio del documento della Vigilanza per le sanzioni agli ex vertici dell’istituto aretino, accusati da Bankitalia, come emerso oggi sulla stampa, di aver ”lasciato inevasa la richiesta della Vigilanza di realizzare un processo di integrazione con un partner di elevato ‘standing”’.

Ora, sottolineano le associazioni guidate da Elio Lannutti e Rosario Trefiletti ”che la decotta (e protetta da Bankitalia) Banca Popolare di Vicenza (tra aumenti di capitale, perdite e svalutazioni delle azioni illiquide, ha bruciato oltre 6 miliardi di euro, messa peggio di altre), indagata da molteplici Procure per truffa ed altri gravi reati a danno di 117.000 azionisti, fosse un partner di elevato standing, oltre ad essere una menzogna, e’ la prova provata di una complicita’, che deve essere urgentemente smascherata dai magistrati inquirenti”.

Ma non basta. Chiarire l’operato dei commissari di Bankitalia su Banca Etruria. Lo chiedono Adusbef e Federconsumatori, spiegando che poco prima del commissariamento da parte di Bankitalia un Fondo di investimento inglese, Anacap, fece la “proposta di acquistare tutte le sofferenze, circa 2 miliardi di euro, ad un prezzo tra il 28 ed il 32% del valore nominale, con la disponibilita’ ad entrare nel capitale dell’Istituto e la partecipazione ad un successivo aumento di capitale”.

Il valore minimo, sottolineano le due associazioni, dato da Anacap ai 2 miliardi di sofferenze di Banca Etruria era quindi nel febbraio scorso di 560 milioni di euro, “un prezzo svilito dalle valutazioni di Bankitalia” che, chiedono i consumatori, dovrebbe spiegare “a quali perizie abbia fatto ricorso, per valutare le sofferenze di CariChieti, CariFerrara, Banca Marche e Banca Etruria, il 17,4%, facendo cosi’ perdere soltanto ai risparmiatori truffati di Banca Etruria, ben 212 milioni di euro, nell’ipotesi della forchetta minima del prezzo offerto”.