BancaEtruriaIl caso “Banca Etruria” non ha risparmiato il capoluogo lombardo e la sua area metropolitana. Presso la sede di Federconsumatori Milano, in corso San Gottardo 5, si sono presentati una decina di cittadini che denunciano la perdita di ingenti somme di denaro a seguito dello stato di crisi in cui si è trovato l’istituto di credito sorto in Toscana. Ma non è tutto, gli stessi utenti denunciano il fatto di avere ricevuto in vendita prodotti finanziari particolarmente “tossici” e a rischio, pur non essendone pienamente consapevoli.

“Mi rendo conto che di ‘Banca Etruria’ ora parlino tutti i giornali, forse anche per il coinvolgimento di parenti di illustri politici oggi in carica, ma noi in Federconsumatori ne abbiamo visti di casi come questi” commenta Gianmario Mocera, Presidente di Federconsumatori Milano, che aggiunge: “Ecco perché arriviamo a questa ennesima crisi ahimè altamente preparati e pronti ad assistere al meglio gli utenti che vorranno rivolgersi a noi. Vorrei però che non si diffondesse il panico – aggiunge il Presidente Mocera – questo non è mai un bene quando si parla di finanza ed economia. Il mercato delle obbligazioni subordinate, che pur se prodotti a rischio esiste e in alcuni casi gode di ottima salute, sta risentendo della cattiva pubblicità che tutta questa storia gli genera contro. I subordinati Mps, per esempio, nei giorni scorsi perdevano l’8 per cento e anche questo è un danno che rischiano di pagare i risparmiatori”.

Tornando alle vicende odierne, da Federconsumatori Milano raccontano la storia di un signore della provincia di Monza che a fine 2014 entra in una filiale di Banca Etruria di Milano. Ci va per fare un deposito di contante, ma parlando con un solerte funzionario al quale confida del proprio figlio invalido al 60 per cento e della necessità di avere una qualche somma da parte per il futuro della famiglia, si vede proporre e successivamente vendere 20 mila euro di obbligazioni subordinate “Banca Etruria” che, come si sa, oggi non valgono più nulla. Quel signore (e suo figlio invalido) hanno perso tutti i loro risparmi e oggi chiedono a Federconsumatori una via per avere giustizia.

“La nostra struttura sta tutelando i cittadini non solo in sede civile – anticipa Carmelo Benenti, responsabile del coordinamento degli sportelli per Federconsumatori – valutando la violazione della normativa del Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria e del Testo Unico Bancario nonché la violazione degli obblighi di informativa sulla rischiosità dei titoli. Ma in ogni caso, a questo punto, abbiamo deciso con la nostra struttura legale di depositare gli esposti in Procura della Repubblica – conclude Benenti – al fine di far accertare le eventuali responsabilità penali degli amministratori, del collegio e dei soggetti che dovevano vigilare, compresi Consob e Banca di Italia”.

“Andremo sicuramente sino in fondo – termina Mocera – e cercheremo di far ottenere ai nostri assistiti il massimo del risarcimento possibile. È incredibile come in questo Paese, a cadenza quasi regolare, si presentino crisi e situazioni dalla dubbia regolarità che poi si abbattono come magli sui cittadini e sui semplici risparmiatori. Questo circolo vizioso va interrotto!”