Casino_CampioneNon può che essere giudicato “schizzofrenico” l’atteggiamento del Governo di fronte alla piaga del gioco d’azzardo. Se da una parte tenta, con iniziative anche positive, di limitare la diffusione di macchinette e di occasioni date al cittadino di cimentarsi in una pratica sicuramente lesiva, non mancano le notizie che parlano di contributi dati e che per riflesso potrebbero beneficiare realtà che contro il gioco non hanno nulla da spartire.

Avrebbe infatti ottenuto l’ok definitivo l’emendamento alla legge di stabilità che prevede un contributo per il Comune di Campione d’Italia: soldi pubblici devoluti perché la realtà ludica della quale il Municipio è socio, sarebbe in grave crisi e avrebbe difficoltà a pagare tutte le tasse richieste. Ma quello che auspichiamo, naturalmente, è che di questo contributo non un centesimo finisca in “agevolazioni” per il Casinò.

Di fatto è previsto che per il 2016 al Comune di Campione d’Italia sia assegnato un contributo pari a 9 milioni di euro. Lo prevede l’emendamento alla Stabilità 2016 presentato il 18 dicembre in Aula, alla Camera, dal governo, e all’esame nella seduta della Camera. In precedenza, in commissione Bilancio sempre alla Camera, l’esecutivo aveva presentato un emendamento con il quale si prevedeva uno stanziamento pari a 12 milioni di euro. Poi i conti sono stati rivisti e all’Aula è approdato un emendamento che riduce lo stanziamento, portato quindi a 9 milioni di euro, sempre in considerazione delle difficoltà che il Comune deve affrontare dato il cambio franco-euro.

Quel che preoccupa è che questi soldi, ovvero il ‘sollievo’ garantito alle casse del Comune di Campione, potrebbero avere positive ricadute anche sui conti del Casinò, perché renderebbero possibile una revisione della convenzione per consentire un ri-equilibrio economico-finanziario.

E dire che il Governo era partito col piede giusto, approvando un emendamento sempre alla Legge di Stabilità che contiene, in aggiunta alle modifiche del sistema di tassazione e di vincita dei giochi d’azzardo, disposizioni volte a contrastare la ludopatia. Come ad esempio quella che prevede le sanzioni per l’impiego dei totem, cioè degli apparecchi che consentono il collegamento alle piattaforme di gioco on line. “Altri interventi – dicono da Avvisopubblico – appaiono invece del tutto inadeguati a risolvere il dilagare del gioco d’azzardo patologico, fenomeno purtroppo in crescita costante, come denunciato da tanti Sindaci anche in occasione dell’Assemblea nazionale di Avviso Pubblico dell’11 dicembre scorso. I limiti alla sostituzione delle apparecchiature previsti dal testo del Governo non hanno effetti rilevanti sull’offerta complessiva, che rimane inalterata, come confermato dalle previsioni in aumento del gettito complessivo stimato dalla relazione tecnica del Ministero dell’Economia”.

Sempre secondo Avvisopubblico appare insoddisfacente anche la disposizione che attribuisce alla Conferenza unificata Stato-Regioni-Enti locali il compito di dettare linee guida sulla distribuzione nel territorio delle sale da gioco, in quanto non vi è alcun riferimento alle misure limitative degli esercizi commerciali già adottate in questi anni da tantissimi Comuni (ad esempio quelle sulla distanza minima delle sale gioco dai cosiddetti centri sensibili), sulla base dei principi contenuti nella legislazione statale e da diverse leggi regionali. Anche le nuove norme più restrittive sulla pubblicità radiotelevisiva, seppure migliorative rispetto all’attuale disciplina, risultano inadeguate rispetto all’esigenza di tutelare i soggetti più deboli.

Avviso Pubblico giudica necessario prevedere un divieto assoluto della pubblicità del gioco d’azzardo, includendovi non solo la carta stampata e internet ma anche le forme di sponsorizzazione diretta ed indiretta, così come previsto da proposte di legge presentate da diversi gruppi parlamentari.

Insomma, parliamoci chiaro, quello che sta facendo il Governo contro il gioco d’azzardo è poco o assolutamente insufficiente, se non contro-producente come nel caso dell’emendamento a favore del Comune di Campione d’Italia, nel caso quei fondi dovessero essere utilizzati per agevolare il lavoro del Casinò.