Archives for dicembre, 2015

“Su un tema come quello degli effetti sanitari degli inquinamenti atmosferici bisognerebbe agire in sinergia ed evitare strumentalizzazioni. L’esatto contrario di quello che sta accadendo in questi giorni; servono politiche unitarie anche nei provvedimenti contingenti, cioè evitare restrizioni a macchia di leopardo come sta accadendo oggi”.

Questo il commento del Presidente della Società Italiana di Igiene (SItI) Carlo Signorelli che sottolinea come anche il singolo cittadino possa intraprendere azioni per difendersi dai rischi sanitari degli inquinamenti, soprattutto quelli a breve termine che possono causare effetti sull’apparato respiratorio, come irritazioni e infezioni, e sul sistema cardiovascolare, come diversi recenti studi hanno dimostrato. Questo decalogo illustra alcune misure che ciascuno di noi può adottare:

1- Niente jogging e attenti alle biciclette – Le lunghe esposizioni all’aria aperta nelle aree inquinate sono pericolose per la salute. Le attività fisiche e sportive in questi casi moltiplicano il pericolo perché aumentano anche di 10-20 volte il ritmo respiratorio. Ci riferiamo al jogging ma anche alle pedalate e pattinate: ottime in generale le biciclette ma in questi giorni serve più attenzione.

2 – Mascherine inutili – Non serve utilizzare le comuni mascherine che non sono in grado di trattenere né gas né le polveri sottili, quindi danno una falsa protezione. Un falso mito da sfatare.

3 – Bambini: meglio a casa – Nei passeggini in città, a 30-50 cm. dal suolo, c’è la più alta concentrazione di inquinanti. Evitare quindi passeggiate dei bambini nelle aree a maggior traffico. Meglio i parchi e, per chi se lo può permettere, qualche giorno al mare o in montagna.

4 – Anziani e donne in gravidanza più a rischio – Oltre ai bambini le precauzioni individuali devono essere applicate con il massimo rigore anche agli anziani, alle donne in gravidanza, a coloro che manifestano affezioni respiratorie e cardiache e in generale ai malati cronici. Per questi ultimi il consiglio è, se possibile, di evitare le aree inquinate.

5 – Fumo e inquinamento miscela esplosiva – Le sigarette peggiorano la situazione per chi le fuma e anche per chi li circonda. Ci sono studi che legano i danni dell’inquinamento atmosferico alla sinergia con il fumo di sigaretta. Un’occasione per ridurre il fumo (che fa sicuramente più male dell’inquinamento).

6 – Finestre chiuse ai piani bassi – L’inquinamento esterno penetra nelle abitazioni soprattutto ai piani bassi nelle aree urbanizzate. Meglio i serramenti a tenuta, finestre chiuse sulle strade con traffico e ventilazione degli ambienti dai cortili interni o quando gli inquinanti calano: di notte e nelle ore a minor traffico.

7 – Prese d’aria lontane dal traffico – Per la stessa ragione è bene evitare di collocare bocchette di condizionatori e impianti di ventilazione in corrispondenza delle vie a circolazione intensa.

8 – Nell’abitacolo dei veicoli ricircolo dell’aria – Azionare gli appositi impianti di ricircolo dell’aria (quasi tutti i veicoli ne sono provvisti) durante la circolazione in aree urbane inquinate, specie quando si è in coda o in gallerie. Ma attenzione. Solo per il tempo strettamente necessario e in questi casi bisogna assolutamente evitare di fumare in auto perchè può essere dannoso.

9 -Riscaldamento moderato – I termostati, che tutti dovrebbero avere per legge, consentono di regolare la temperatura delle abitazioni a 19-20 gradi, che sono sufficienti per garantire il completo benessere termico del nostro organismo. E quando si lascia la casa per qualche giorno mettere al minimo gli impianti il che porta a vantaggi economici e ambientali.

10 – Migliorare la cultura ambientale e il proprio stile di vita – Revisioni periodiche di caldaie e veicoli, maggior uso dei mezzi pubblici, rispetto dei divieti per gli impianti di combustione, raccolta differenziata dei rifiuti, uso dei veicoli elettrici e, naturalmente, alimentazione sana e attività motoria. Sono comportamenti individuali che aiutano a contenere un grave problema ambientale e a migliorare la propria salute. Al resto devono pensare le istituzioni.

qualita_serviziLa Federconsumatori Lombardia, con le associazioni partner Coniacut e Adusbef nell’ambito del programma generale di intervento della Regione Lombardia, ha realizzato tra marzo e luglio 2015 un’indagine per tutti i Comuni della Lombardia per verificare se le aziende di gestione e/o erogazione del SII (Servizio idrico integrato) e del Servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani, adottano o meno una Carta della Qualità dei Servizi come previsto dalla L. 244/2007 (Finanziaria 2008) art. 2, comma 461.

L’obiettivo dell’indagine era quello di verificare quindi le condizioni essenziali, dal punto di vista del consumatore utente, per un migliore servizio sotto alcuni profili:

– possibilità di monitorare adeguatezza e raggiungimento degli standard;

– possibilità di gestire le controversie eventuali con la conciliazione paritetica;

– sessioni di verifica annuali.

Allo scopo è stato inviato un questionario ai Comuni Lombardi per raccogliere le informazioni essenziali. Per completare il quadro delle informazioni è stata realizzato un controllo parallelo sui siti dei Comuni e delle Aziende.

Il Servizio Idrico Integrato è in una fase di profonda riorganizzazione. Le Carte della Qualità dei Servizi, in aderenza alla normativa, cominciano ad affermarsi. L’approccio per il servizio di Raccolta e Smaltimento Rifiuti è meno armonico e risente della sensibilità dei singoli amministratori.

Per il SII la fotografia che ci restituisce l’indagine è quella di un’ampia diffusione delle Carte dei Servizi. Per oltre il 90% dei Comuni Lombardi la Società di Gestione ha adotato la Carta del Servizio. Solo in due casi , al momento dello svolgimento della ricerca, (SAL e Uniacque) è stata rilevata una aderenza maggiore alle disposizioni della L. 244/2007. Si regista allo stesso tempo un’apertura di disponibilità da parte delle società pubbliche lombarde del SII alla messa in rete delle migliori pratichje.

Per il Servizio di Raccolta e Smaltimento Rifiuti la Carta risulta disponibile per quasi il 60% dei Comuni Lombardi. Molte Aziende di Gestione del Servizio non mettono in evidenza la Carta della Qualità del Servizio sul proprio sito.

fumo-passivo-e-attivoStop al fumo in auto con minori e donne in gravidanza. Sanzioni più forti per chi vende prodotti da tabacco agli under 18. Divieto per i pacchetti di sigarette da 10 e per le confezioni di tabacco inferiori ai 30 grammi. Aumenta la superficie del pacchetto con informazioni e immagini sui rischi da fumo. E divieto di vendita sigarette elettroniche ai minori. Queste alcune delle misure previste nel decreto legislativo di recepimento della direttiva 2014/40/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 3 aprile 2014 sul ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri relative alla lavorazione, alla presentazione e alla vendita dei prodotti del tabacco e dei prodotti correlati e che abroga la direttiva 2001/37/CE, approvato oggi dal Consiglio dei Ministri.

Qui di seguito una sintesi delle principali novità:

– Divieto definitivo, dopo le reiterate ordinanze ministeriali, di vendita ai minori di sigarette elettroniche e contenitori di liquido di ricarica con presenza di nicotina e prodotti di nuova generazione;- Divieto di fumo in autoveicoli in presenza di minori e donne in gravidanza.

– Divieto di fumo nelle pertinenze esterne degli ospedali e degli Irccs pediatrici, nonché nelle pertinenze esterne dei singoli reparti pediatrici, ginecologici, di ostetricia e neonatologia.

– Inasprimento delle sanzioni per la vendita e somministrazione di prodotti del tabacco, sigarette elettroniche e prodotti di nuova generazione ai minori. E’ prevista la sospensione della licenza per 3 mesi alla prima violazione e multa da 1000 a 4000 euro. Quando la violazione è commessa più di una volta , oltre alla sanzione amministrativa pecuniaria, è prevista la revoca della licenza all’esercizio dell’attività.

-Verifica dei distributori automatici, di norma, al momento dell’istallazione e periodicamente, al fine di controllare il corretto funzionamento dei sistemi automatici di rilevamento dell’età dell’acquirente.

Il recepimento della direttiva Ue sui prodotti del tabacco prevede, inoltre, queste novità:

– Divieto di utilizzo di aromi caratterizzanti (tipo il Mentolo).

– Le avvertenze combinate (immagini e testo) relative alla salute devono coprire il 65% della superficie esterna del fronte e retro della confezione di sigarette o di tabacco da arrotolare. (Sarà invece un decreto emanato a definire le specifiche tecniche per il layout, la grafica e la forma delle avvertenze combinate relative alla salute, a seconda delle diverse forme delle confezioni).

– Le revisioni relative alle confezioni unitarie: divieto di vendita dei pacchetti da 10 e piccole confezioni di tabacco (minimo 30 grammi).

– Divieto di vendita a distanza transfrontaliera dei prodotti del tabacco e delle sigarette elettroniche ai consumatori.

– Le disposizioni relative alle sigarette elettroniche .

– La riduzione dell’offerta per la tutela dei minori (art.24)

In particolare all’articolo 10 si informa il consumatore sui rischi per la salute con la seguente avvertenza: “Il fumo uccide – smetti subito”. Per le sigarette elettroniche: “Prodotto contenente nicotina, sostanza che crea un’elevata dipendenza. Uso sconsigliato ai non fumatori”. Quindi le fotografie sui danni da fumo e il seguente messaggio: “Il fumo del tabacco contiene oltre 70 sostanze cancerogene”. Si segnala, infine, che nel catalogo delle foto appare tra le altre la seguente frase: Il fumo può uccidere il bimbo nel grembo materno”.

Entrata in vigore il 20 maggio 2016. Salvo diversa specifica indicazione, le disposizioni del presente decreto si applicano a decorrere dal 20 maggio 2016.

In ogni caso è autorizzata fino al 20 maggio 2017 l’immissione sul mercato dei seguenti prodotti non conformi al presente decreto:

a) prodotti del tabacco fabbricati o immessi in libera pratica ed etichettati in conformità della direttiva 2001/37/CE prima del 20 maggio 2016, compresi i prodotti di cui all’articolo 12 in ragione dei tempi di stagionatura e produzione;

b) sigarette elettroniche o contenitori di liquido di ricarica fabbricati o immessi in libera pratica prima del 20 novembre 2016;

c) prodotti da fumo a base di erbe fabbricati o immessi in libera pratica prima del 20 maggio 2016.

BancaEtruriaIl caso “Banca Etruria” non ha risparmiato il capoluogo lombardo e la sua area metropolitana. Presso la sede di Federconsumatori Milano, in corso San Gottardo 5, si sono presentati una decina di cittadini che denunciano la perdita di ingenti somme di denaro a seguito dello stato di crisi in cui si è trovato l’istituto di credito sorto in Toscana. Ma non è tutto, gli stessi utenti denunciano il fatto di avere ricevuto in vendita prodotti finanziari particolarmente “tossici” e a rischio, pur non essendone pienamente consapevoli.

“Mi rendo conto che di ‘Banca Etruria’ ora parlino tutti i giornali, forse anche per il coinvolgimento di parenti di illustri politici oggi in carica, ma noi in Federconsumatori ne abbiamo visti di casi come questi” commenta Gianmario Mocera, Presidente di Federconsumatori Milano, che aggiunge: “Ecco perché arriviamo a questa ennesima crisi ahimè altamente preparati e pronti ad assistere al meglio gli utenti che vorranno rivolgersi a noi. Vorrei però che non si diffondesse il panico – aggiunge il Presidente Mocera – questo non è mai un bene quando si parla di finanza ed economia. Il mercato delle obbligazioni subordinate, che pur se prodotti a rischio esiste e in alcuni casi gode di ottima salute, sta risentendo della cattiva pubblicità che tutta questa storia gli genera contro. I subordinati Mps, per esempio, nei giorni scorsi perdevano l’8 per cento e anche questo è un danno che rischiano di pagare i risparmiatori”.

Tornando alle vicende odierne, da Federconsumatori Milano raccontano la storia di un signore della provincia di Monza che a fine 2014 entra in una filiale di Banca Etruria di Milano. Ci va per fare un deposito di contante, ma parlando con un solerte funzionario al quale confida del proprio figlio invalido al 60 per cento e della necessità di avere una qualche somma da parte per il futuro della famiglia, si vede proporre e successivamente vendere 20 mila euro di obbligazioni subordinate “Banca Etruria” che, come si sa, oggi non valgono più nulla. Quel signore (e suo figlio invalido) hanno perso tutti i loro risparmi e oggi chiedono a Federconsumatori una via per avere giustizia.

“La nostra struttura sta tutelando i cittadini non solo in sede civile – anticipa Carmelo Benenti, responsabile del coordinamento degli sportelli per Federconsumatori – valutando la violazione della normativa del Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria e del Testo Unico Bancario nonché la violazione degli obblighi di informativa sulla rischiosità dei titoli. Ma in ogni caso, a questo punto, abbiamo deciso con la nostra struttura legale di depositare gli esposti in Procura della Repubblica – conclude Benenti – al fine di far accertare le eventuali responsabilità penali degli amministratori, del collegio e dei soggetti che dovevano vigilare, compresi Consob e Banca di Italia”.

“Andremo sicuramente sino in fondo – termina Mocera – e cercheremo di far ottenere ai nostri assistiti il massimo del risarcimento possibile. È incredibile come in questo Paese, a cadenza quasi regolare, si presentino crisi e situazioni dalla dubbia regolarità che poi si abbattono come magli sui cittadini e sui semplici risparmiatori. Questo circolo vizioso va interrotto!”

Casino_CampioneNon può che essere giudicato “schizzofrenico” l’atteggiamento del Governo di fronte alla piaga del gioco d’azzardo. Se da una parte tenta, con iniziative anche positive, di limitare la diffusione di macchinette e di occasioni date al cittadino di cimentarsi in una pratica sicuramente lesiva, non mancano le notizie che parlano di contributi dati e che per riflesso potrebbero beneficiare realtà che contro il gioco non hanno nulla da spartire.

Avrebbe infatti ottenuto l’ok definitivo l’emendamento alla legge di stabilità che prevede un contributo per il Comune di Campione d’Italia: soldi pubblici devoluti perché la realtà ludica della quale il Municipio è socio, sarebbe in grave crisi e avrebbe difficoltà a pagare tutte le tasse richieste. Ma quello che auspichiamo, naturalmente, è che di questo contributo non un centesimo finisca in “agevolazioni” per il Casinò.

Di fatto è previsto che per il 2016 al Comune di Campione d’Italia sia assegnato un contributo pari a 9 milioni di euro. Lo prevede l’emendamento alla Stabilità 2016 presentato il 18 dicembre in Aula, alla Camera, dal governo, e all’esame nella seduta della Camera. In precedenza, in commissione Bilancio sempre alla Camera, l’esecutivo aveva presentato un emendamento con il quale si prevedeva uno stanziamento pari a 12 milioni di euro. Poi i conti sono stati rivisti e all’Aula è approdato un emendamento che riduce lo stanziamento, portato quindi a 9 milioni di euro, sempre in considerazione delle difficoltà che il Comune deve affrontare dato il cambio franco-euro.

Quel che preoccupa è che questi soldi, ovvero il ‘sollievo’ garantito alle casse del Comune di Campione, potrebbero avere positive ricadute anche sui conti del Casinò, perché renderebbero possibile una revisione della convenzione per consentire un ri-equilibrio economico-finanziario.

E dire che il Governo era partito col piede giusto, approvando un emendamento sempre alla Legge di Stabilità che contiene, in aggiunta alle modifiche del sistema di tassazione e di vincita dei giochi d’azzardo, disposizioni volte a contrastare la ludopatia. Come ad esempio quella che prevede le sanzioni per l’impiego dei totem, cioè degli apparecchi che consentono il collegamento alle piattaforme di gioco on line. “Altri interventi – dicono da Avvisopubblico – appaiono invece del tutto inadeguati a risolvere il dilagare del gioco d’azzardo patologico, fenomeno purtroppo in crescita costante, come denunciato da tanti Sindaci anche in occasione dell’Assemblea nazionale di Avviso Pubblico dell’11 dicembre scorso. I limiti alla sostituzione delle apparecchiature previsti dal testo del Governo non hanno effetti rilevanti sull’offerta complessiva, che rimane inalterata, come confermato dalle previsioni in aumento del gettito complessivo stimato dalla relazione tecnica del Ministero dell’Economia”.

Sempre secondo Avvisopubblico appare insoddisfacente anche la disposizione che attribuisce alla Conferenza unificata Stato-Regioni-Enti locali il compito di dettare linee guida sulla distribuzione nel territorio delle sale da gioco, in quanto non vi è alcun riferimento alle misure limitative degli esercizi commerciali già adottate in questi anni da tantissimi Comuni (ad esempio quelle sulla distanza minima delle sale gioco dai cosiddetti centri sensibili), sulla base dei principi contenuti nella legislazione statale e da diverse leggi regionali. Anche le nuove norme più restrittive sulla pubblicità radiotelevisiva, seppure migliorative rispetto all’attuale disciplina, risultano inadeguate rispetto all’esigenza di tutelare i soggetti più deboli.

Avviso Pubblico giudica necessario prevedere un divieto assoluto della pubblicità del gioco d’azzardo, includendovi non solo la carta stampata e internet ma anche le forme di sponsorizzazione diretta ed indiretta, così come previsto da proposte di legge presentate da diversi gruppi parlamentari.

Insomma, parliamoci chiaro, quello che sta facendo il Governo contro il gioco d’azzardo è poco o assolutamente insufficiente, se non contro-producente come nel caso dell’emendamento a favore del Comune di Campione d’Italia, nel caso quei fondi dovessero essere utilizzati per agevolare il lavoro del Casinò.

Medicina_SfigmoIl 16 dicembre scorso c’è stato lo sciopero dei medici. Molti cittadini hanno probabilmente subito dei disagi, ma dopo anni di tagli e di mancati finanziamenti e di sdoppiamento del sistema sanitario nazionale, una parte pubblica e una parte privata, dobbiamo prendere atto che la sanità è ormai a pezzi, con profonde diseguaglianze regionali e con una accessibilità sempre più ridotta per liste di attesa e ticket. Siamo solidali con i medici e come loro vogliamo salvare e riqualificare la sanità pubblica, che rappresenta la migliore assicurazione sanitaria per tutti i cittadini. L’osservatorio mondiale della sanità ha registrato per il nostro sistema un arretramento sostanziale, se eravamo uno dei primi paesi al mondo per la qualità del nostro sistema sanitario oggi siamo e rischiamo di essere uno dei fanalini di coda rispetto all’Europa. Il monitoraggio del OMS da dei punteggi: fino a 1000 punti, Francia, Germania e tutti i paesi del nord Europa hanno punteggi molto più alti dei nostri, si attestano a 800 punti con sistemi sanitari più efficienti e meno costosi del nostro, in Italia raggiungiamo 640 punti con un sistema sanitario costosissimo e poco adeguato!!! Non se ne può più! Federconsumatori è con i medici e tutti coloro che vorrebbero un sistema forte e senza disuguaglianze.

Gas_fornelloIl Governo da una parte dà e dall’altra toglie… diritti ai consumatori. Se da un lato è da considerare positiva la notizia della rinuncia, da parte dell’Esecutivo, a presentare l’emendamento alla Legge di Stabilità volto ad anticipare una buona parte degli articoli del Disegno di Legge sulla Responsabilità Professionale del personale sanitario, cosa che avrebbe arrecato un danno significativo agli utenti, dall’altra sembra voler accelerare sul fronte della cancellazione del mercato di maggior tutela nel settore dell’energia elettrica e del gas.

Il Senatore PD Salvatore Tomaselli, infatti, relatore del disegno di legge sulla concorrenza, ha detto durante un convegno che il PD vuole cancellare dal ddl la previsione di uno slittamento dell’uscita dal mercato tutelato, attualmente prevista all’articolo 30. “Stiamo pensando di presentare un emendamento per evitare la possibilità di slittamento dall’uscita dal mercato tutelato”, ha detto il politico all’agenzia di stampa Reuters.

Il disegno di legge del Governo ha fissato per tutti gli utenti elettrici e del gas, aziende e domestici, l’uscita dalla tutela al 1° gennaio 2018. L’articolo 30 del ddl concorrenza – spiega Reuters – però, prevede lo slittamento, di sei mesi al 30 giugno 2018, dell’abbandono del sistema delle tariffe amministrate se non si saranno realizzate almeno tre delle cinque condizioni che il testo prevede si realizzino prima dell’apertura del mercato libero. Ovvero, la realizzazione del portale informatico per i clienti; l’operatività della fatturazione reale e non stimata da parte degli operatori; l’operatività del Sistema informatico integrato, ovvero l’anagrafe del sistema con i dati di tutti i clienti; la separazioni di marchio nei gruppi integrati fra le società di vendita e quelle di distribuzione e il rispetto dei tempi per il cambio di fornitore fissate dall’Europa in tre settimane.

L’abbandono del mercato tutelato riguarderà circa 24 milioni di clienti elettrici e circa 30 milioni del gas. Secondo Federconsumatori, che già un anno fa si era appellata al Ministro dell’economia Padoan, per evitare un’azione di questo tipo, stigmatizza profondamente queste iniziative volte esclusivamente ad avvantaggiare le grandi major dell’energia e non certo a migliorare i conti in tasca agli italiani.

Sulla responsabilità professionale dei medici il Governo ha deciso invece di attendere. Speriamo che il tempo che passera sia un buon consigliere, detto questo riteniamo che le iniziative di questo Esecutivo non siano sempre limpide e totalmente dalla parte dei cittadini. Qualcuno rifletta!

«La ripresa non è stabile come qualcuno vorrebbe farci credere. Lo sosteniamo da tempo. Questi dati forniscono semplicemente l’ennesima conferma». Lo dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef, commentando i dati Istat sull’inflazione che vedono una frenata del -0,4% su base mensile (valore più basso da maggio scorso) e addirittura 11 tra le maggiori città italiane in deflazione a novembre. Un andamento che conferma quindi l’incertezza e l’instabilità della situazione economica, che è ancora a rischio di ricadute – si legge in una nota di Federconsumatori -. Per questo è sempre più urgente che il governo corra ai ripari, avviando misure concrete tese a favorire una vera, stabile e duratura ripresa del sistema economico. Ripresa che passa attraverso il rilancio della domanda interna e la redistribuzione dei redditi, con la creazione di nuove opportunità di lavoro. Nel dettaglio – si spiega – è fondamentale intervenire sull’occupazione, creando nuova domanda attraverso un serio piano di investimenti per lo sviluppo, tecnologico, la ricerca, la valorizzazione del nostro patrimonio culturale. Sono queste le linee di intervento che devono essere previste dalla legge di stabilità, è il momento di dare risposte ai cittadini e restituire loro prospettive e fiducia, le stesse che hanno perso in questi anni, a furia di calo del proprio potere di acquisto (-13,4% dal 2008) e aumento delle rinunce (-11% i consumi nel settore alimentare dal 2008), conclude Federconsumatori.

Saldi_OKPartono il 5 gennaio prossimo i saldi a Milano e in tutta la Lombardia. Questo tipo di vendite, nella nostra regione, sono disciplinati dalla DGR 2667/2011 che determina le date di decorrenza delle vendite di fine stagione, di cui all’art. 115 della l.r. 2 febbraio 2010 n. 6, come segue:

– per i saldi invernali, il primo giorno feriale antecedente l’Epifania di ogni anno
– per i saldi estivi, il primo sabato del mese di luglio

Per il 2016 i saldi invernali decorrono da martedì 5 gennaio.

Dal giorno di inizio, hanno decorrenza 60 giorni.

Tra le regole principali:

  • i commercianti hanno l’obbligo di esporre, accanto al prodotto, il prezzo iniziale e la percentuale dello sconto o del ribasso (è invece facoltativa l’indicazione del prezzo di vendita conseguente allo sconto o ribasso)
  • l’operatore commerciale ha l’obbligo di fornire informazioni veritiere in merito agli sconti praticati sia nelle comunicazioni pubblicitarie (che, anche graficamente, non devono essere presentate in modo ingannevole per il consumatore) sia nelle indicazioni dei prezzi nei locali di vendita; non può inoltre indicare prezzi ulteriori e diversi e deve essere in grado di dimostrare agli organi di controllo la veridicità delle informazioni relative al prodotto
  • i prodotti in saldo devono essere separati da quelli eventualmente posti in vendita a prezzo normale (se ciò non è possibile, cartelli o altri mezzi devono fornire al consumatore informazioni inequivocabili e non ingannevoli)
  • se il prodotto risulta difettoso, il consumatore può richiedere la sostituzione dell’articolo stesso o il rimborso del prezzo pagato dietro presentazione dello scontrino, che occorre quindi conservare.

Per saperne di più, anche da un punto di vista tecnico, ecco il link della delibera regionale lombarda che regolamenta il settore: clicca qui

logocgilSul Primo numero dell’Almanacco dell’economia del sindacato di Corso d’Italia, una notizia purtroppo non confortante: in Italia non si registra nessuna ripresa. 

“Il nostro Paese sembra anticipare una tendenza generale alla stagnazione, il che confermerebbe una strategia del governo che non funziona e l’assenza di una vera ripresa”. Questo il netto giudizio della Cgil, che trova riprova nell’analisi dei principali indicatori macroeconomici nazionali, curata dall’area delle politiche economiche, e riportata nel primo numero dell’Almanacco dell’economia del sindacato di Corso d’Italia.

Renzi continua a dichiarare che l’Italia cresce, ma la Cgil nel suo studio evidenzia: “il governo scambia le fluttuazioni positive di natura congiunturale per una ripresa strutturale dell’economia italiana e, anziché scegliere una politica economica realmente espansiva e aprire una vertenza europea, ha mistificato dati e analisi, alimentando la comprensibile speranza popolare di uscire dalla crisi”. Per questo la Cgil, a partire dal mese di dicembre, diffonderà con cadenza mensile una elaborazione che illustrerà in modo oggettivo le statistiche sull’andamento dell’economia italiana.

In allegato la prima edizione dell’Almanacco, che riporta una tabella con i principali indicatori macroeconomici divisa in cinque sezioni: nella prima vengono analizzati iconti nazionali che compongono la crescita dal lato della domanda aggregata; nella seconda la produzione e l’industria; nella terza l’inflazione; nella quarta il mercato del lavoro; nell’ultima i salari.

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