All’incontro del 20/10/2015, richiesto da Federconsumatori, Legambiente, Rete pendolari e Rete degli studenti medi e convocato dall’Agenzia del Trasporto Pubblico Locale di Brescia per riprendere il confronto avviato nei mesi scorsi, abbiamo dovuto registrare la grave assenza dei soci di maggioranza dell’Agenzia: Comune e Provincia di Brescia.

Nell’incontro con il presidente Ghirardelli e il direttore Croce abbiamo discusso delle ripercussioni della legge regionale 19 del 8/07/15 nonché dei tempi e modalità con le quali l’Agenzia intende procedere per la definizione del programma di bacino, previa la consultazione attraverso la Conferenza Locale del Trasporto Pubblico, e della gara europea per l’affidamento dei servizi ad un gestore unico.

L’assenza di Comune e Provincia non ci ha permesso di conoscere i risultati del monitoraggio sul “progetto di sperimentazione di integrazione tariffaria”, verifica che era stata annunciata inizialmente per il mese di giugno, poi slittata a settembre e di cui ad oggi non abbiamo alcuna informazione.

Ciò che comunque emerge chiaramente analizzando i dati generali del monitoraggio dei servizi di trasporto pubblico locale extraurbano della provincia di Brescia, è il netto e grave calo dell’utenza, problema che abbiamo denunciato sin dal primo mese di sperimentazione del biglietto integrato.

Il fatto che le politiche tariffarie siano ancora in carico, in virtù dei contratti di servizio, a Comune e Provincia e non all’Agenzia, unica presente al tavolo e disponibile ad un confronto sostanziale, non ha permesso di affrontare il superamento dell’obbligatorietà della tariffa integrata.

Venuto meno il confronto, nelle prossime settimane, presenteremo un esposto all’Autorità di Regolazione dei Trasporti, affinché valuti la fondatezza giuridica dell’obbligatorietà del biglietto unico.

Le Associazioni e i Pendolari giudicano estremamente grave e pericolosa l’assenza e l’insensibilità della Provincia di Brescia e del Comune Capoluogo nei confronti dei problemi dell’utenza.

Inoltre, le dichiarazioni ufficiali del Comune di Brescia, confermando e sostenendo il modello già avviato con l’esperienza APAM, modello caratterizzato da rotture di carico in periferia, secondo la tanto decantata “eliminazione della sovrapposizione ferro-gomma” sulle direttrici che entrano città, rischiano di complicare ed inasprire un clima già ricco di forti disagi e gravi insofferenze.

Persistendo l’atteggiamento di chiusura da parte del Comune e Provincia di Brescia, proseguiremo le iniziative di protesta.