De_PuyNon ha senso, come fa il nostro presidente del Consiglio, dire che sulla sanità pubblica, nella legge di stabilità, non ci sarà “nessun taglio”. È un’uscita meramente propagandista.

In realtà è dagli anni ’90 che sul sistema di ospedali e ambulatori pubblici si praticano risparmi e tagli della spesa, col risultato che il privato va a crescere mentre il pubblico, dall’entrata in vigore del Servizio sanitario nazionale (1978), s’è sostanzialmente dimezzato.

Così Gianmario Mocera, Presidente di Federconsumatori Lombardia e resposabile nazionale per Federconsumatori del settore sanità.

“La spesa sanitaria nel nostro Paese assorbe mediamente più del 70% delle risorse delle Regioni, questo è il dato di fatto” continua Mocera, che di seguito aggiunge: “Ma la crescita del privato, che spesso sostituisce il pubblico, inadempiente o arretrato, ha portato per il consumatore la conseguenza di pagare due volte per i suoi problemi di salute; la prima, attraverso le tasse, a vantaggio del sistema pubblico; la seconda, per garantirsi cure e/o esami nel privato”.

Di nuovo Mocera: “La cattiva sanità Pubblica, non capace di organizzarsi a pieno con le proprie strutture, ha volutamente delegato al privato, di fatto, la gestione di innumerevoli servizi ai cittadini, esami, diagnostiche generali e specialistiche, tant’è che se si vuole un qualsiasi esame si corre, senza indugio, nelle strutture Private, in grado in pochi giorni di soddisfare le esigenze”.

Osserva Mocera: “Non ci sarebbe nessuna obiezione da porre qualora si trattasse di Sanità veramente privata, fatta con investimenti privati e pagati direttamente da cittadini che preferiscono pagarsi di tasca propria le prestazioni. Ma quando i soldi pubblici finanziano due sistemi sanitari, cioè quello delle ASL e delle AO e in aggiunta il sistema ‘accreditato’, questo crea un buco nei bilanci, e qualcuno può sentirsi in dovere di correre ai ripari e proporre l’ennesima spending review”.

Termina Mocera: “Poche ricette ma rilevanti possono dare una svolta al sistema e recuperare efficienza e risorse, vanno fatte scelte coraggiose a favore dei cittadini e non dei baroni della medicina o del politico di turno, se fossero introdotte riforme organizzative mirate il sistema ne avrebbe un profondo beneficio e l’ingente quantità di risorse, provenienti dalla tassazione generale, sarebbe risparmiato”.