Non piacciono a Rayanair le voci che parlano di un matrimonio tra gli aeroporti di Milano e di Bergamo. “Per noi – ha spiegato di recente all’Ansa il numero uno Michael O’ Leary – è meglio avere aeroporti in concorrenza tra di loro”, dato che “i monopoli non fanno bene ai consumatori e al mercato e aumentano i costi”.

Ma gli scali italiani – ed in primis quelli lombardi – sembrano andare in tutt’altra direzione. E così c’è chi plaude al colpo d’acceleratore dato alle prossime nozze tra Sea e Sacbo, gestori degli scali di Milano (Linate e Malpensa) e di Bergamo (Orio al Serio).

Per i Cda delle due societa’ – riferisce sempre un comunicato stampa dell’Ansa – la possibile integrazione e’ infatti una “prospettiva valida”, nonostante i dubbi dei bergamaschi, da tempo in trattative con Save (Aeroporti di Venezia), per gestire in comune lo scalo di Brescia Montichiari. Bergamo teme infatti di essere fagocitata da Milano, che nel 2014 ha realizzato 685,1 milioni di ricavi, 6 volte i 101,25 milioni di Orio, un utile 10 volte superiore (54,9 contro 5,32 milioni) ed il triplo dei passeggeri (27,7 contro 8,77 milioni). La ricerca commissionata al rettore dell’Universita’ di Bergamo Stefano Paleari ha pero’ convinto anche i piu’ scettici ed i Cda hanno invitato i rispettivi presidenti a “valutare con gli azionisti, avvalendosi del supporto del professor Paleari, le possibili soluzioni per rendere operativo il processo d’integrazione”. Di piu’ non e’ dato sapere, dato il silenzio stampa imposto a Paleari.   Recentemente si erano pronunciati a favore due soci di rilievo di Sacbo: il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, espressione del 13,7% in mano al Comune, e Pietro Modiano, presidente di Sea, che la controlla al 30%. La societa’ milanese e’ a sua volta controllata al 54,81% dal Comune di Milano e al 35,72% da 2i Aeroporti (49% in mano alle francesi Ardian e Credit Agricole e 51% ad F2i, che possiede un ulteriore pacchetto dell’8,62%).

Tornando invece alla compagnia irlandese, Ryanair ha appena annunciato una nuova base a Malpensa ma Bergamo non ne soffrira’. ”Ci vedrete crescere sia a Bergamo che a Malpensa” ha detto O’Leary ricordando quanto successo l’anno scorso con Fiumicino e Ciampino.

In merito alla concorrenza con Alitalia e alle prospettive di mercato per l’Italia, O’Leary ha sottolineato che ”molti milioni di consumatori milanesi e di turisti sono stanchi di pagare le alte tariffe di Alitalia e Easyjet. Alitalia – ha aggiunto – per molti anni ha fatto tariffe alte che hanno impedito la crescita del turismo. Noi – conclude – abbiamo dato opportunita’ di crescita alle regioni del sud e alle isole con voli diretti nei loro aeroporti”.