Dallo scorso mese di maggio, le fatture Telecom sono emesse con il marchio TIM, che quindi sarà l’unica società di riferimento per le bollette del telefono di chi prima aveva sottoscritto un contratto con Telecom. Le fatture inoltre avranno cadenza mensile e non più bimestrale. Automatico, per i consumatori, il passaggio ai nuovi piani tariffari che, in alcuni casi, non comportano sostanziali diversità dai precedenti, ma, in altri, i rincari sono evidentissimi. Così, chi vorrà recedere dall’abbonamento (e magari cercare un nuovo operatore telefonico) avrà tempo fino al 15 agosto 2015 per farlo senza subire spese aggiuntive: dopo tale data, invece, la conversione dei piani tariffati precedentemente applicati sarà automatica. Veniamo all’aspetto delle tariffe.

I 17 vecchi piani tariffari sono stati ridotti a tre: “Tutto voce”, “Voce” e “Tutto”. Tali contratti sono stati attivati lo scorso 1° Maggio in automatico, sulle linee fisse residenziali (linee telefoniche “di casa”). Sono rimaste invariate solo le offerte “a pacchetto” (linea di casa+ADSL e altro). Vediamo alcune casistiche possibili:

Voce senza internet – Non esiste più il classico contratto base del servizio universale a canone fisso (18,54 euro) + telefonate fatturate a consumo (era il contratto telefonico solo voce senza internet). Chi aveva questo tipo di piano tariffario è passato automaticamente a un contratto flat denominato “Tutto voce”: il costo fisso mensile è di 29 euro e comprende il vecchio canone e chiamate illimitate a fissi e cellulari. In tal caso il rincaro è stato di 10,46 centesimi (da 18,54 cent a 29 euro): circa 20 euro in più a bimestre.

Voce e adsl – Chi oltre alla linea telefonica aveva anche il collegamento a internet, è passato a Tutto, pagando 44,90 euro al mese con chiamate e adsl (a 7 mega) illimitati. In questo caso, non c’è stato alcun rincaro.

Voce – Il contratto Voce è destinato a chi fa poche chiamate e non usa internet: la tariffa è di 19 euro mensili + chiamate al consumo (10 centesimi per le chiamate su cellulare e verso fisso, senza scatto alla risposta e tariffazione a scatti ogni sessanta secondi).

Tutto Fibra – Infine c’è la fibra, per chi vuole la connessione a Internet performantissima. In tal caso, alla vecchia adsl viene sostituita una linea a fibra ottica al costo di 44,90 euro per il primo anno e 54,90 per i successivi. Le comunicazioni agli utenti

Poiché il passaggio ai nuovi contratti è avvenuto automaticamente, con delle semplici comunicazioni sulle bollette, che di norma i consumatori erano soliti conservare nel fascicolo dopo il pagamento, senza perdere tempo a leggere le informazioni commerciali, è intervenuta l’Autorità garante per le telecomunicazioni che ha rilevato l’inadeguatezza di tali informazioni rispetto alla legge. In pratica, sulle bollette mancava la dicitura “Variazione delle condizioni economiche e contrattuali”. Inoltre, l’Authority ha stigmatizzato la scarsa chiarezza, imponendo a Telecom di ripetere la comunicazione e di allungare il termine per recedere senza spese. Le nuove comunicazioni e i termini più lunghi per il recesso Così, con un comunicato apparso sul proprio sito, Telecom ha informato l’utenza circa le novità indicando, questa volta in modo corretto, le “Variazione delle condizioni”. Risultato: gli abbonati avranno tempo fino al 15/8/2015 per recedere senza spese con comunicazione scritta (raccomandata a/r non obbligatoria ma consigliata). Inoltre, entro fine ottobre 2015 gli utenti a cui è stato attivato “Tutto voce” possono passare a “Voce” (19 euro al mese + chiamate a consumo): l’offerta, infatti, è più simile alle condizioni contrattuali base applicate fino a maggio e quella che conviene di più a chi effettua poche chiamate.

Consenso espresso – L’AGCOM inoltre osserva che per gli utenti del servizio base-universale titolari, prima delle modifiche di maggio, di una linea con il solo servizio base telefonico (e dati) con tariffa a consumo senza altre offerte particolari, non è sufficiente la semplice comunicazione, ma Telecom dovrà acquisire il consenso espresso perché, con i nuovi piani, costringe l’utente a pagare un servizio ulteriore.