“Rilanciare l’economia dei consumi attraverso i saldi rappresenta una falsa chimera. Pensare che per il consumatore essi possano creare una possibilità di reale risparmio è un altro equivoco. Per cui potremmo benissimo eliminarli”. Così il Presidente di Federconsumatori Lombardia, Gianmario Mocera, alla vigilia della campagna estiva degli sconti, un modo attraverso il quale il commercio al dettaglio tenta, tradizionalmente, di rialzare la tesa. “In realtà – prosegue Mocera – è da tempo che chiediamo una riforma del commercio in Regione Lombardia, nella quale il mezzo dei saldi venga rivisto. Noi diciamo: meglio eliminarlo, a fronte di una trasparenza nei prezzi valida tutto l’anno. Del resto – spiega Mocera – è oramai sotto gli occhi di tutti il fatto che nei negozi si applichino scale di sconti in continuazione. Ribassi, promozioni, “vuoti” di magazzino… Non passa giorno che in una vetrina non si vedano annunci del genere. Che senso hanno quindi le campagne saldi due volte l’anno? Sono diventate, più che altro, uno specchietto per le allodole, un modo ulteriore di far promozione per i negozi e attrarre gente. Col risultato, però, che le fregature e i ‘falsi affari’ si presentino immancabilmente sugli scaffali”. Detto questo le premesse che dicono che la campagna saldi estivi 2015 possa far registrare un timido successo, ci sono tutte. Secondo l’Istat la fiducia dei consumatori lombardi, nel giugno 2015, è cresciuta. Rispetto al 2010 è salita del 110,8 per cento. Secondo il Centro studi di Confindustria, poi, la spesa delle famiglie nel 2014 segna un +0,3%, dopo due cali annuali consecutivi (-4,0% nel 2012 e -2,8% nel 2013). Lo scenario, quindi, è che la spesa continui ad aumentare, rispettivamente del +0,6% nel corso del 2015 e del +1,2% nel 2016. Ma i saldi non contribuiranno significativamente al reale rilancio della nostra economia. Secondo la stima dell’Osservatorio nazionale Federconsumatori, solo una famiglia su tre approfitterà degli sconti, per una spesa di 113 euro. “Anche se in Lombardia – precisa Mocera – la propensione maggiore è destinare quote superiori al risparmio anziché ai consumi”. “In attesa del superamento di questa assurda normativa – prosegue il Presidente di Federconsumatori Lombardia – a favore di una liberalizzazione vera del mercato che affidi al negoziante la possibilità di introdurre sconti e saldi quando più gli conviene, con un’indubbia convenienza per lo stesso consumatore, oggi siamo nella condizione di dover aspettare questa benedetta ‘ora x’ di partenza dei saldi, correndo rischi di comprare merci non di qualità”. È da tempo che andiamo dicendo – termina Mocera – che per far ripartire l’economia bisogna iniziare dal lavoro e le manovre adottate finora sono del tutto inadeguate e insufficienti. Si spende meno perché si guadagna meno ed è scattata la voglia, giusta, di risparmiare. Negli anni più profondi della crisi si è attinto ai risparmi per mantenere il tenore di vita, da qualche tempo si fa il contrario: si è ridotto il tenore di vita e intaccato molto meno i risparmi”.