Alla luce della diminuzione del valore delle azioni conseguito alle delibere delle assemblee di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza sono migliaia, su tutto il territorio nazionale, le segnalazioni e richieste di intervento che pervengono alla Federconsumatori. Le storie sono le più variegate ma ciò che preoccupa è che il più delle volte si tratta di risparmiatori che credendo nella vera mission delle banche popolari, e dunque quella di dare credito e respiro all’economia del territorio nel quale si trovano ad operare, hanno impiegato, anche alla luce delle rassicurazioni sulla solidità della banca e sulla bontà dei titoli, gran parte del loro patrimonio, se non tutto, in azioni o in obbligazioni poi convertite in azioni delle banche popolari stesse. A ciò si aggiunga che il più delle volte tali azioni venivano vendute ai risparmiatori su sollecitazione della banca magari anche a fronte della concessione di una linea di credito oppure a fronte di un rapporto di impiego con la banca stessa. Inoltre già da un anno e mezzo gli operatori qualificati ben sapevano della situazione di illiquidità di tali azioni ma nonostante un tanto continuavano a proporre l’acquisto anche per il tramite di campagne pubblicitarie insistenti. Ed infatti chi ha presentato l’ordine di vendita di tali azioni in portafoglio da 1 anno e mezzo a questa parte non è riuscito a rivenderle con gravissimi danni in molti casi dovuti alla carenza di liquidità. Non è raro infatti il caso di persone che a fronte della necessita’ di affrontare spese importanti (una casa, una macchina, cure mediche etc.) hanno richiesto la vendita delle azioni senza ottenerla vedendosi costretti ad aprire linee di credito…Nonostante un tanto però, leggendo i bilanci, i compensi per gli amministratori risultano aumentati a fronte di una passività che fa riflettere sulla politica degli istituti di credito predetti. Questi ultimi cercano di scaricare responsabilita’ sulla Bce ma gli obblighi da quest’ultima imposti non possono essere ritenuti la causa di ogni male. Federconsumatori si chiede anche quali controlli siano stati posti in essere da Consob e Banca d’Italia su tali istituti e sulle modalità di vendita dei titoli. La situazione in cui ci si trova oggi infatti non può che essere il frutto di una gestione non in linea con gli obbiettivi di tali istituti nonché di una raccolta del risparmio e dunque di nuovi azionisti effettuata in maniera poco trasparente e poco attenta ai profili di rischio ed alle competenze e conoscenze in materia finanziaria dei clienti. Federconsumatori dunque sta organizzando la massa critica degli azionisti al fine di far loro ottenere attraverso la tutela collettiva, a fronte delle condotte poste in essere dagli istituti di credito nei confronti dei risparmiatori, i risparmi attualmente congelati e che comunque, anche se le azioni dovessero riuscire a trovare mercato, che stanno subendo gravi perdite. Si consiglia comunque di non precipitarsi a disporre la vendita delle azioni se non in caso di urgente necessità di reperire liquidità. Invitiamo dunque tutti gli interessati a prendere contatto con lo sportello Federconsumatori più vicino.