La Federconsumatori Lombardia ritiene che il percorso di aggregazione ‘Water Alliance’ rischia di diventare un’inutile e costosa sovrastruttura, i cui costi ricadrebbero inevitabilmente sui consumatori.
Stiamo parlando del progetto ‘Acqua di Lombardia’, voluto da Gruppo Cap, BrianzAcque, Uniacque, Padania Acque, Lario Reti Holding, Sal e Pavia Acque: sette realtà in house che si riuniranno e che insieme vogliono garantire un servizio di qualità a oltre 5 milioni di abitanti (più della metà dei cittadini lombardi); decisi a fare squadra, spiegano: ‘per coniugare il radicamento sul territorio e le migliori pratiche nella gestione pubblica dell’acqua’. Il progetto ha il patrocinio di Expo 2015, Anci Lombardia e Confservizi Lombardia.
L’idea di alleanza porterà, entro fine anno, alla nascita della prima joint venture contrattuale tra aziende idriche in house della Lombardia.
Ma un progetto del genere potrà portare beneficio agli utenti lombardi se finalizzato alla sinergia e messa in rete dell’attività, a garanzia della qualità e dell’efficienza del servizio.
In particolare Federconsumatori Lombardia ritiene che ciascuna Azienda, parte di questo processo di aggregazione, debba adottare le migliori pratiche di tutela degli utenti e mettere in rete le eccellenze con particolare riferimento alla Carta della Qualità dei Servizi come prevista dalla normativa in vigore (L. 244/2007 ‘ Finanziaria 2008 ‘ art. 2, comma 461)
La Federconsumatori Lombardia chiede di incontrare le Aziende per seguire il percorso anche a garanzia della migliore rappresentanza degli interessi dei consumatori e degli utenti.