Archives for giugno, 2015

“Il processo di rientro dal debito, cui hanno dovuto far fronte numerose Regioni, associato alla difficile congiuntura economica, ha avuto come conseguenza una riduzione dell’equità nell’accesso alle cure cui si ispira il nostro Sistema sanitario nazionale”. Relativamente alla sanità, ä questa una delle considerazioni chiave che accompagnano le numerose cifre fornite dall’annuale rapporto Istat per il 2015, presentato ieri a Roma, a Palazzo Montecitorio.
Le differenze regionali sono evidenti nella quota di persone che sono costrette a rinunciare a una prestazione sanitaria di cui avrebbero bisogno: sono quasi una su dieci (9,5%), ma questa ä solo una media e, analizzando il dato per aree geografiche, si vede che nel Nord-ovest la percentuale ä del 6,2% ma nel Mezzogiorno ä più che doppia: il 13,2%. “Il fenomeno della rinuncia a prestazioni sanitarie (foregone care) – si legge nel rapporto – ä un importante indicatore di qualità dell’offerta, perché rivela una domanda di assistenza alla quale il sistema non riesce a dare adeguata risposta”
Gli autori hanno poi confrontato la mappa della dotazione del personale sanitario e la mappa del finanziamento al Ssn. Nelle regioni del Sud la quota pro capite di finanziamento non raggiunge i 1.900 euro, con il minimo di 1.755 in Campania, mentre in altre aree del Paese supera i duemila euro. I valori massimi, superiori ai 2.300 euro, si rilevano in Valle d’Aosta, Bolzano e Trento, dove sono anche più elevate le dotazioni medie di personale sanitario a fronte di prevalenze nettamente più basse di popolazione in cattive condizioni di salute. Il rapporto evidenzia una situazione critica nelle Regioni in piano di rientro che hanno bassi livelli di dotazione di personale sanitario e ricevono un finanziamento inferiore a quello correlato al bisogno: questo squilibrio, che dura da tempo, potrebbe essere una causa oltre che un effetto dei deficit di bilancia.
Ne segue che il grado di soddisfazione espresso dai cittadini per il Ssn, soprattutto per quanto riguarda l’accessibilità ai servizi, ä più basso fra i residenti del Mezzogiorno, a eccezione di alcune realtà della Puglia e della Sardegna.

Renato Torlasch

La Federconsumatori Lombardia ritiene che il percorso di aggregazione ‘Water Alliance’ rischia di diventare un’inutile e costosa sovrastruttura, i cui costi ricadrebbero inevitabilmente sui consumatori.
Stiamo parlando del progetto ‘Acqua di Lombardia’, voluto da Gruppo Cap, BrianzAcque, Uniacque, Padania Acque, Lario Reti Holding, Sal e Pavia Acque: sette realtà in house che si riuniranno e che insieme vogliono garantire un servizio di qualità a oltre 5 milioni di abitanti (più della metà dei cittadini lombardi); decisi a fare squadra, spiegano: ‘per coniugare il radicamento sul territorio e le migliori pratiche nella gestione pubblica dell’acqua’. Il progetto ha il patrocinio di Expo 2015, Anci Lombardia e Confservizi Lombardia.
L’idea di alleanza porterà, entro fine anno, alla nascita della prima joint venture contrattuale tra aziende idriche in house della Lombardia.
Ma un progetto del genere potrà portare beneficio agli utenti lombardi se finalizzato alla sinergia e messa in rete dell’attività, a garanzia della qualità e dell’efficienza del servizio.
In particolare Federconsumatori Lombardia ritiene che ciascuna Azienda, parte di questo processo di aggregazione, debba adottare le migliori pratiche di tutela degli utenti e mettere in rete le eccellenze con particolare riferimento alla Carta della Qualità dei Servizi come prevista dalla normativa in vigore (L. 244/2007 ‘ Finanziaria 2008 ‘ art. 2, comma 461)
La Federconsumatori Lombardia chiede di incontrare le Aziende per seguire il percorso anche a garanzia della migliore rappresentanza degli interessi dei consumatori e degli utenti.

Il ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin, ha istituito un nuovo Osservatorio, previsto dalla legge di stabilità per il 2015, a cui sarà affidato il compito di monitorare la dipendenza dal gioco d’azzardo, di definire linee di azione per garantire le prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione, nonché valutare le misure più efficaci per contrastare la diffusione del predetto fenomeno.
Federconsumatori Lombardia plaude a un’iniziativa del genere, visto il suo impegno per contrastare il gioco d’azzardo e per limitare la diffusione di macchinette e vlt nei luoghi pubblici. “È necessario attivarsi con forza per contrastare questa piaga sociale terribile” dice Gianmario Mocera, Presidente di Federconsumatori Lombardia, impegnato a scrivere un progetto assieme alle istituzioni per combattere il fenomeno delle ludopatie nella sua Regione.  “Ci consideriamo in prima linea per abbattere la diffusione di pratiche per nulla virtuose – prosegue Mocera – che mandano sul lastrico centinaia di consumatori alla volta e mettono famiglie intere in difficoltà. Prima che sia raggiunto un punto di non ritorno è bene correre ai ripari ed attivarsi per rendere consapevoli i cittadini del pericolo”.
Al nuovo Osservatorio, previsto dalla legge di stabilità per il 2015, sono affidati il compito di monitorare la dipendenza dal gioco d’azzardo, di definire linee di azione per garantire le prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione nonché valutare le misure più efficaci per contrastare la diffusione del predetto fenomeno.
“Dopo avere proposto l’inserimento della ludopatia tra le dipendenze che sono trattate dal Sistema sanitario nazionale nei servizi per le dipendenze – dichiara il Ministro Lorenzin – rafforziamo le misure contro questo pericolosissimo fenomeno. Abbiamo tre milioni di italiani che rischiano di sviluppare una dipendenza dal gioco e questo dato ci consegna un allarme sanitario. L’Osservatorio di monitoraggio presso il ministero della Salute testimonia l’impegno del Governo che metterà in campo tutte le misure per prevenire e curare le dipendenza dal gioco”.

Accoglienza, tecnologia e condivisione: sono queste le principali caratteristiche di “We 4 You: user solution 2.0”, un progetto pensato per i visitatori dell’Esposizione Universale 2015, ideato e promosso dalle Associazioni dei Consumatori della Lombardia, tra le quali Federconsumatori Lombardia, con la partecipazione di partner istituzionali quali il Comune di Milano e la Regione Lombardia e di aziende come A2A, AMSA e Poste Italiane.
Accessibile all’indirizzo http://www.usersolution.org/, il sistema offre un servizio di informazione, orientamento, assistenza e intervento che si basa su un modello di interazione 2.0 tra visitatore e associazioni di consumatori. Il sito, web responsive e accessibile tramite QR Code anche dai totem presenti sul territorio, propone 10 differenti aree tematiche – telefonia, trasporti, ricettività turistica, acquisti e le garanzie, alimentazione e ristorazione, sanità e salute, servizi postali, luce, gas e rifiuti, servizi bancari e altro – in cui il consumatore può trovare soluzione alla sua richiesta tramite FAQ o rivolgendosi alle associazioni attraverso una mail dedicata.
“Forniamo un servizio che mancava – dice il Presidente di Federconsumatori Lombardia, Gianmario Mocera – fondamentale per orientare i milioni i consumatori che da qui al prossimo ottobre, affolleranno i padiglioni di Expo. Questi cittadini, d’ora in avanti, non saranno soli, nel caso dovessero subire soprusi o disservizi, ma sapranno a chi rivolgersi per denunciare e ottenere al più presto la risoluzione dell’accaduto che gli è capitato. Il nostro Paese – termina Mocera – in questo modo dimostra un livello di civiltà molto elevato che ci farà ben figurare soprattutto agli occhi degli ospiti stranieri”.
Il servizio, fornito in italiano e in inglese, sarà attivo per tutta la durata del semestre Expo.

Un lavoro per un rapporto più forte tra Federconsumatori e Sindacato. Questo è quanto emerso nel dibattito nel corso del IV Congresso dell’Associazione dei consumatori, nata dalla Cgil 25 anni fa. Alla discussione hanno partecipato Elena Lattuada Segretaria Generale Cgil Lombardia, Sergio Veroli Vicepresidente Nazionale Federconsumatori e il Senatore Giorgio Benvenuto. Elena Lattuada ha evidenziato la necessaria autonomia tra il sindacato e le associazioni dei consumatori, visto che i lavoratori sono cittadini ed è necessario rafforzare il ruolo delle associazioni che si occupano di consumi. Anche Giorgio Benvenuto, che 30 anni or sono lanciò il sindacato dei cittadini, pur con le dovute correzioni, ritiene che il cittadino debba essere al centro dei nostri ragionamenti, non solo lavoro, ma anche attenzione al mercato, ai soprusi, ai monopoli. Spesso tutto questo ha dei risultati devastanti e incidono in modo negativo sul reddito dei lavoratori, più di quanto si possa immaginare. Sergio Veroli, invece, ha ribadito la necessità di ampliare la presenza delle associazioni pur se Federconsumatori è una realtà presente in tutto il territorio nazionale con oltre 1000 sportelli, dove volontari, collaboratori e legali rispondono quotidianamente alle problemi che i consumatori incontrano.

Gianmario Mocera, è stato  riconfermato alla guida dell’associazione consumeristica. Ma come si accennava, durante l’appuntamento si sono poste così le basi teoriche per la nascita del tanto mitizzato “sindacato dei cittadini”, come qualcuno ha valuto identificare il consumerismo del futuro, collegato al mondo dei lavoratori e alle loro realtà rappresentative di riferimento.
Una prospettiva confermata anche dal noto esperto di consumerismo ed ex Segretario generale Uil, Giorgio Benvenuto, che partecipando a una tavola rotonda ha affermato: “Il mondo è cambiato e quindi il sindacato se vuole rappresentare le esigenze dei lavoratori, in quanto cittadini, non può limitarsi al solo ambito tradizionale di lotta, ovvero quello ‘dentro’ la fabbrica, ma deve guardare ai propri tesserati anche come consumatori”.
“I lavoratori – ha proseguito Benvenuto – si trovano di fronte a mille insidie e disfunzioni, che riguardano tutte le sfere del quotidiano, dai trasporti, alla sanità, all’ambiente. Col ‘sindacato dei cittadini’ guarderemo in quella direzione, perché quando sono lontani dalle fabbriche i lavoratori non possono essere sudditi senza diritti”.
“Detto questo – ha terminato l’ex Segretario generale Uil – le funzioni delle associazioni dei consumatori, in queste Paese, vanno rafforzate, per valorizzare le azioni dei cittadini che rappresentano. Con questo ricostruiremo quella ‘solidarietà di classe’ che con la crisi del sindacato tradizionale s’è un poco assopita. Questa è una vera e concreta prospettiva per il futuro”.