Federconsumatori sarà capofila in un progetto davvero utile e d’attualità, per così dire, “universale”. Sta infatti sviluppando, all’interno di un circuito di altre associazioni di consumatori, una app a disposizione dei visitatori di Expo 2015, ai quali sarà data la possibilità di segnalare ogni tipo di disguido o peggio ancora raggiro, che potrebbero riscontrare durante il loro vagare tra padiglioni ed amenità internazionali. Nel frattempo dobbiamo segnalare un primo neo in questa grande occasione che rappresenta l’esposizione universale di Milano: il lamento per i prezzi troppo cari dei ristoranti, in particolare quelli cosiddetti “etnici”. È quanto emerge già dopo pochi giorni dall’inizio di Expo.

L’Ansa ci segnala infatti: “Tutti apprezzano la bellezza del sito e dei padiglioni. Ma una opinione comune è largamente condivisa: ‘È tutto un po’ caro’. Soprattutto per quanto riguarda i prezzi dei ristoranti, in particolare quelli etnici, dei padiglioni stranieri. ‘Ho cenato al ristorante del padiglione Uruguay con mia moglie – ha detto Daniele Comello, 43 anni, di Biella -. Abbiamo preso due bistecche, buone, con contorno di patate e una bottiglia di vino. Totale, 112 euro: se non è caro questo…’. Esperienza analoga per Eleonora Ruggiero, in gita con il marito e i due figli dalla provincia di Salerno: ‘Abbiamo assaggiato qualcosa al ristorante cileno. Una monoporzione costa sui 5 euro ma per i piatti più particolari i prezzi salgono fino a 20 euro. In generale, ci aspettavamo qualcosa in più da degustare e di più accessibile in termini di costi”. Sono giudicati cari anche gli europei: al Belgio, per esempio, una sogliola di Ostenda (piatto tipico del mare del nord) costa anche 36 euro”.

Di nuovo l’Ansa: “Ad una prima analisi, sembrano più contenuti i prezzi dei ristoranti italiani. ‘Da Ferrarini – ha raccontato Umberto Armeli, di Rocca di Caprileone (Messina) – per due baguette imbottite e due bibite io e mia moglie abbiamo speso 18,50 euro. Dato il posto in cui ci troviamo ci puo’ stare’. Dello stesso avviso Daniela Carnevale, di Milano: ‘Da buoni italiani abbiamo preso una pizza. I prezzi sono un po’ più alti rispetto a fuori (10 euro una margherita), ma non ci sembrano esagerati. Pero’ la pizza non era un granchè’. Molte le famiglie che per i bambini si sono portate i panini da casa: ‘I prezzi non sono bassi, ma calcolando il tipo di manifestazione mi sembrano nella media, non altissimi” ha commentato Claudia Palastanga, maestra elementare di Domaso (Como). Una critica unanime, pero’, emerge condivisa: i prezzi dell’acqua, 2,50 euro a bottiglietta”.